Oltre il Tempo e lo Spazio, dentro l' Anima - MAGIA vera e Superstizione

Oltre il Tempo e lo Spazio, dentro l' Anima

MAGIA vera e Superstizione

{ 11:18 AM, 08/14/2009 } { Link }
Ancora oggi anzi, direi, oggi più che mai, quando si parla di magia la
maggior parte delle persone compiono un duplice, deleterio errore: o pensano
ai prestigiatori ed illusionisti alla Silvan oppure alle varie forme di
superstizioni popolari perpetratesi nel corso dei secoli.
Mentre nel primo caso possiamo semplicemente parlare di un grossolano errore
di superficialità, alimentato anche dalla tanta ignoranza che si è sempre
lasciata prosperare su questi argomenti "pericolosi", nel secondo caso
possiamo dire che si attua una vera e propria parzialità, ovvero l'espressione
di una conoscenza superficiale e popolare, così come è giunta a noi da tutto
un corpus di superstizioni proprio del mondo agricolo del medioevo. L'altro
lato della medaglia è, però, che queste superstizioni medievali portavano in
sé ancora i rimasugli di conoscenze ben più nobili, come storia e struttura
filosofica, un cui ponte importante è stato il mondo celtico.

Se, ad esempio, consideriamo l' astrologia, una pratica di essa secondo le
antiche e ben studiate regole astronomiche dell' osservazione del cielo si
conservò anche nel medioevo anche se, prima del XII secolo, si privilegiava
soprattutto l'astrologia popolare; anzi, le popolazioni delle campagne non
ne conoscevano altre. Del resto, la stretta convivenza dell' uomo con i
cicli della natura e *dentro* la natura stessa (foreste, boschi, campagne),
favoriva il proliferare di questi tentativi popolari di adattare i retaggi
di una scienza antica alle esigenze ed osservazioni quotidiane. Ad esempio,
una mappa del XIV secolo indicava il "significato del tuono in ogni mese",
con disegni esplicativi che favorivano la predizione del futuro. Tale mappa
è conservata alla Bodleian Lobrary di Oxford ed è alquanto suggestiva
perché, come in molte raffigurazioni medievali, gli ignoti autori seppero
trasferire in disegni concetti e consigli molto efficacemente anche in
considerazione del quasi totale analfabetismo delle popolazioni rurali.
Questa magia popolare aveva elaborato un complesso sistema di analogie
spontanee, fiorito in superstizioni di ogni genere, che si credeva fossero
in grado di predire la sorte. Ad esempio, il ritrovamento casuale di aghi o
monete portava molta fortuna ma tale buona sorte si sarebbe prontamente
trasformata in sfortuna se ci si fosse sbarazzati di questi ritrovamenti. L'ago,
in particolare, per la sua forma appuntita ed atta a ferire, doveva essere
considerato una sorta di protezione contro forze negative, un dissolvitore
di coaguli astrali. Secondo un' altra tradizione, portava male anche
incontrare un prete o un monaco, a meno che non ci si fosse fatti subito il
segno della croce. Ci domandiamo: abile condizionamento operato dalla Chiesa
per ottenere segni riverenziali dalle genti ignoranti o spontanea
precauzione dettata dalla paura di essere dei peccatori non pentiti?

Quando gli autori del primo medioevo parlavano di "arti magiche", si
riferivano a tutto ciò che rappresentava una correlazione fra i segni
quotidiani ed il futuro. Altro campo di applicazione di questa forma di
magia popolare divinatoria era un gioco molto in auge per parecchi secoli
fra il popolo: i dadi. Esiste un testo del tardo medioevo che insegna ai
lettori come comprendere attraverso il tiro dei dadi se un suo desiderio si
avvererà o, comunque, lo svolgimento di determinati eventi. Se uno è così
fortunato da fare tre sei in successione, il libro dice:

"Tu che tre volte sei hai tirato
entro quest'anno sarai accontentato.
Sta sempre saldo e non ti crucciare,
quel che desideri non può mancare"

Ma anche fare due sei ed un due portava bene ma se, invece, si aveva la
sfortuna di far uscire due sei ed un quattro, ogni speranza doveva essere
abbandonata. Difficile capire le ragioni di queste combinazioni ma sono
convinto non siano casuali piuttosto una sorta di interpretazione ala buona
dell' antica scienza numerologica.
C'erano anche tecniche per elaborare prognosi mediche. Ecco qualche altra
curiosità: se un terapeuta toccava con un ramoscello di verbena la mano di
un ammalato, questi avrebbe potuto spiegare senza errori al suo curatore l'esatta
natura del suo male poiché si riteneva che vita e morte del paziente fossero
legate alla sua maggiore o minore precisione nella risposta. Un esempio
quasi paradossale di questa decadenza superstiziosa ce lo fornisce il medico
Giovanni di Mifreld, il quale non esitava ad usare nelle sue diagnosi l'
"onomanzia", ovvero l'arte di fare divinazione attraverso calcoli basati sui
nomi. Egli prescriveva:

"Prendi il nome di un paziente, il nome del messaggero mandato a chiamare il
medico, il nome del  giorno in cui il messaggero è venuto da te; fai il
conto delle lettere che compongono i vari nomi, e se risulta un numero pari,
il paziente non si salverà; se il numero è dispari, il paziente si salverà."

Oggi potremmo sostituire i dati personali del "messaggero" con i loro numeri
di cellulare.. Qua sembra che ci troviamo di fronte ad un retaggio di quella
che gli iniziati del passato, e poi quelli ermetici dell' era moderna,
chiamano "addizione teosofica", ovvero un complesso di nozioni che mettono
in attenta ed intelligente relazione il significato dei numeri a quello
degli eventi ma in modo del tutto diverso dalla loro degenerazione
superstiziosa.
Questo fenomeno decadente mi ricorda un po' quello che potrebbe succedere se
uno spartito di Bach cadesse nelle mani di suonatori improvvisati, ragazzini
autodidatti che vorrebbero cimentarsi con esso..
Ad ogni modo, la mia raccomandazione è quella di tenere sempre presente
questo progresso di decadenza e di volgarizzazione di altiche e ben
interessanti scienze, perché altrimenti facciamo come gli ipotetici
sopravvissuti a qualche catastrofe atomica che ritrovano testi scientifici e
che cercano a modo loro di interpretarli ed adattarli alle loro esigenze del
momento. Ma attenzione, soprattutto, alle strumentalizzazioni in mala fede
di chi, per ignoranza, pregiudizio o interesse, opera delle semplici
generalizzazioni mettendo le classiche erbe tutte in un fascio ed emettendo
sentenze di sprezzante condanna che onora tutto fuorchè  lo spirito di
scienza e verità.




{ Last Page } { Page 6 of 38 } { Next Page }

La mia foto

Home
Il mio profilo
Archivi
Amici
Album fotografico

«  March 2010  »
MonTueWedThuFriSatSun
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031 

Links

La Ricerca del Graal
Benvenuti in Edicolaweb

Categorie


Contenuti recenti

WICCA: FILOSOFIA E RELIGIONE DI ETERNITA'
AGGIORNAMENTO GRUPPO PHOENIX
NASCE IL GRUPPO PHOENIX
IL SIGNIFICATO DELL VITA E DELL' "ESSERE"
Le foglie si alzavano nell'aria

Amici

Statistiche